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Wildmen

February 6, 2012

Vi presentiamo il gruppo più 'selvaggio' della scena garage romana

  • Text by Flavia Ferrucci

Il nome della band dice già tutto quello che c'è da sapere. I Wildmen sono un folle duo garage che in poco tempo ha riscosso successo sia in Italia che all'estero. Vi presentiamo il loro video e parliamo con Giacomo e Matteo del loro sound ruvido e lo-fi e di cosa c'è di buono o di sbagliato nella scena musicale romana. 



Satellite Voices: Descriveteci il sound dei Wildmen.
Wildmen: Credo che il nostro sound si possa descrivere come qualcosa di grezzo, ignorante e "pop" allo stesso tempo. Quando andiamo in sala prove di notte e i vicini chiamano gli sbirri, ci bussano alla porta un po' incazzati, un po' incuriositi.  

SV: Se la vostra musica fosse un film, quale film sarebbe?
Wildmen: Sicuramente un porno amatoriale. 

SV: Fate molti concerti,  la vostra dimensione ideale è sicuramente live. Dove preferite suonare a Roma? E in generale, il migliore locale dove abbiate mai suonato?
Wildmen: Roma per i concerti è uno schifo. I posti dove suonare sono pochi, è uno scandalo per una città così importante. Tra l'altro in molti locali c'è poco rispetto per chi suona, la situazione è piuttosto drammatica. Tuttavia esistono posti validi, gestiti con la giusta attitudine,  come Dal Verme, Muzak, Fanfulla, 30 Formiche. Suonare qui non ci piace soprattutto per il pubblico. La maggior parte della gente arriva (se arriva) a concerto è già finito, oppure rimane immobile, a braccia incrociate, mentre tu sul palco dai il massimo, sperando che magari qualcuno almeno una birra in faccia te la tiri. Il locale migliore finora? Bassy Club a Berlino. 

SV: Vi sentite parte di una scena? Quali gruppi romani apprezzate?
Wildmen: Capputtini 'I Lignu, Bobsleigh Baby, Intellectuals, Trans Upper Egypt, Heroin in Tahiti, I Demoni, Tarsvs, Giuda. Questi crediamo siano i gruppi che dicono la loro. Ma sentirci parte di una scena locale, no. Dire "scena" comporta fattori che sfortunamente qui non esistono più. Se ne esistesse una, ci sarebbero concerti tutte le settimane, pieni di gente entusiasta. Invece è un miracolo se c'è uno show figo nel weekend e non è detto che la serata vada bene. Fino a 10-15 anni fa c'era "la scena punk di Roma". Ora la gente che suonava in quei gruppi è invecchiata, ha messo su famiglia: è giusto, ma non hanno lasciato il testimone a nessuno. Siamo i più giovani fra le band che abbiamo citato. I nostri coetanei preferiscono stare su Facebook o andare a "ballare" piuttosto che prendere in mano uno strumento. 

SV: Uno di voi è romano, l'altro lo è 'd'adozione'. C'è qualcosa della città che vi influenza o ispira?
Wildmen: Ci influenza molto l'odio che proviamo per i coglioni che popolano la città, presi a giocare a chi è più figo. Ci influenzano più positivamente le persone anziane, gente che puoi conoscere seduto ai tavolini del San Calisto nel pomeriggio. Abbiamo un rapporto di amore e odio verso Roma. Ci ispira molto passeggiare di notte, tra strade deserte epaesaggi mozzafiato. È lì che ti rendi conto che la città vive mentre gli stronzi dormono. Farsi una canna ai fori mentre il sole sorge e poi andare a Porta Portese è l'after party migliore. Poi la fattanza finisce e l'incubo ricomincia. 

SV: Parliamo di Psych-Out.
Wildmen: Psych Out! è la serata che organizziamo. L'idea era  di portare gruppi che reputiamo interessanti in un contesto diverso dal Circolo Degli Artisti o simili, dove sei lontano dal palco, limitato da transenne e buttafuori. Volevamo tornare alle serate di  un tempo : prezzo  accettabile, nessuna lista o selezioni e altre menate. Solo volumi sgravati, alcol a fiumi e bella musica. A quanto pare una serata del genere non interessa. Abbiamo ospitato bands fighissime che hanno suonato gratuitamente davanti a 20 persone. Mentre poi vedi serate costosissime o party finto-esclusivi con 500 paganti. Dove è finito il rock'n'roll in questa città? Dj incapaci che mettono cd masterizzati con hit da coatti di 10 anni fa, gente che non ha idea di cosa sia la musica. Ma le persone vanno lo stesso a queste serate, salvo poi lamentarsi. Tutti a lagnarsi e a non reagire mentre il livello culturale della  città tocca picchi sempre più bassi. 

SV: E' da poco uscito il video di 20.000 $. E ora, cosa avete in programma?
Wildmen: Stiamo finendo di scrivere pezzi per il nostro primo LP, che registreremo verso  aprile, e stiamo girando un secondo video. Nel frattempo continuiamo a suonare. A fine marzo saremo in giro in Italia e ad aprile suoneremo ad un festival garage/punk in Spagna.

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